la tana delle tigri

oggi
maggio 2007
ottobre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003

preferite me

tiragraffi

graffiato *loading* volte





 
mercoledì, maggio 30, 2007

tapparella su/tapparella giù

5 libri più importanti della mia vita raccogliendo anche io la maledizione di Beatrina extraordinaria. apro e chiudo veloce e chi rompe i coglioni e mi dà dell'incoerente ha il cazzo piccolo o il culo che puzza. fate vobis.

1. Simon ArmitageL'omino verde

non chiedetemi perchè... sarà la copertina, la storia, un personaggio che si chiama tony football, quell'agosto in cui lo trovai insieme ai libri venduti a peso, l'edizione guanda che è pur sempre una figata... il fatto che l'ho letto in un giorno... oppure sarà semplicemente la storia. bella. cruda. violenta. ironica. a me L'omino verde è piaciuto da pazzi. e dire che l'autore ha sempre solo scritto poesie e a me i poeti mi fanno cacare.

NB: astenersi fan di X-files, l'omino verde è solo una statuetta al centro della vicenda, niente alieni da discount, niente cazzate nascoste in archivi e la CIA che poi rompe i coglioni. o era l'FBI?

 

2.  Enrico Brizzi - Bastogne

perchè sono alternativo. perchè mi piace uscire dal mucchio. perchè l'ho comprato all'edicola della stazione di porta nuova in versione economica e mi aspettavo una nuova avventura alla alex e aidi (che comunque mi era piaciuta) e mi sono trovato davanti la frase "i righeira sono dei messaggeri dell'apocalisse". sarà che qualche anno dopo c'era johnson righeira sul palco dell'hiroshima e io e zona gli abbiamo gridato "messaggero dell'apocalisse" e lui, nonostante ci fosse un casino incredibile, ci ha sentiti e ha risposto al microfono "sì... messaggero dell'apocalisse!". sarà l'ubriachezza. saranno i cugini claypool. sarà la fighetta universitaria all'incontro con brizzi che dice "a me è sembrato un po' violento bastogne..." e brizzi che le risponde "ma che dici?... forse è sembrato così solo a te...".

3. Chuck Palahniuk - Soffocare

sarà che ho riso tanto. ma tanto. che voi neanche lo potete immaginare quanto ho riso.

4. Niccolò Ammaniti - Come dio comanda

non saprei cosa dire. bisognerebbe solo leggerlo e poi stare zitti.

5. Fruttero&Lucentini  - La donna della domenica

l'ho letto nell'edizione degli anni settanta che il sergente conservava nella sua blblioteca e sapeva di libro invecchiato, di pagine ingiallite, cuscini di velluto, orologi di bronzo e colazioni di caffelatte e scatola dei biscotti con su scritto a pennarello BUN APTIT. e l'aveva scritto il sergeant di suo pungo, mica cazzi. e il libro è bellissimo. e parla di una torino che non c'è più. il sergente mi ha detto "tienilo pure, qua ci sono talmente tanti libri..." e adesso è a casa mia e credo che lo conserverò per sempre.

stop. dimentica. perchè?

 

mascherotigrato dal capitano manicangini a 22:19 | link | commenti (17) |

venerdì, ottobre 13, 2006

è molto difficile chiudere un capitolo.

il fatto è che spesso dicevo basta, chiudo il blog. e poi non lo chiudevo. questo lo sapete bene. ma adesso proprio non ho più voglia di scrivere nulla. non ho voglia e stop. non è che ve lo sto dicendo.

per cui. l'ultima cosa. magari sarà lunga. ma poi me ne vado. per davvero. e vi ringrazio tutti in anticipo. e chi vorrà salutare saluterà. chi non vorrà salutare pazienza.

il sergente se ne arriva in chiesa e sa che è lui il superstite. l'ultimo nonno maschio che rimane al vostro capitano manicangini è lui. con i suoi pensieri sempre chiari, i capelli candidi nell'aria di una mattina a portapalazzo.

l'altro nonno del capitano non c'è più. è mancato, se n'è andato. non so come altro dire. è morto sembra sempre brutto.

il sergente firma il libro davanti alla chiesa.

poi non lo vedo più.

e me ne sto lì. seduto nella panca di legno. seguo le indicazioni del prete che dice in piedi. poi dice seduti. ma non seguo molto le sue preghiere. non ne so. io non sono mai stato neanche battezzato. penso a lui, a mio nonno, ai suoi racconti. ai racconti del nonno che non c'è più. penso che prima o poi anche al sergente toccherà. e mi tocco d'istinto i coglioni. poi penso cazzo sono in chiesa e mi pento anche di aver pensato cazzo. e poi mi dico vabbè, non sono cristiano, ma sono un po' superstizioso.

il prete continua a dire le sue cose. parla dei peccati di mio nonno. io provo a pensare a cosa può aver fatto di male. una volta forse era andato a vedere uno spogliarello. almeno, questa è l'unica voce un po' vivace che circolava sul suo conto.

per il resto ricordo solo lui su corso undici febbraio, i suoi cappotti sempre pulitissimi, lui che si toglieva il cappello davanti alle donne e la mia maestra che mi diceva tuo nonno è proprio un signore elegante. me lo immagino in sicilia nella sua bottega da sarto, i suoi occhi chiari consumati da tutti gli orli dei pantaloni che ha cucito ad un sacco di persone. anche a me. le forbici grandi posate sul tavolo, gli occhiali in bilico sulla punta del naso. lui col grembiule che frigge il pesce. gioca a carte con la cravatta allentata. mio nonno era quello lì. e anche un ragazzino con un cappello verde che correva per le campagne siciliane. almeno, questo mi diceva lui. mi raccontava. ed io me lo voglio ricordare così. con questo cappello verde con la piuma. che corre.

e il post finisce. e il blog anche. se volete sapete dove trovarmi. ciao belli. e come dice un mio amico, comportatevi bene.

mascherotigrato dal capitano manicangini a 21:35 | link | commenti (93) |

sabato, luglio 29, 2006

che ne direste se scrivessi qualcosa dopo mesi di futilità riempitive?

a guardare le foto del mio album dei ricordi, soffermandosi in particolare sulle vacanze estive che mi vedono protagonista di varie esperienze, tra cui una seduta sul vasino particolarmente panoramica, si direbbe che io fossi in tour con un qualche gruppo rock anni '70. in realtà erano i miei zii. portavano i capelli lunghi. adesso alcuni di loro non hanno più neanche i capelli. ma allora sì.

c'è anche una mia immagine particolarmente bizzarra. in un chiaro clima estivo vesto i panni di un clown in mezzo ad una serie di altri bambini tutti vestiti da personaggi che vanno dal banale zorro a personaggi decisamente più ricercati. a volte forse troppo ricercati. a volte non si capisce chi cazzo dovrebbero essere questi bambini travestiti in modo scherzoso in questo contesto chiaramente estivo. chiaramente campeggio.

ed è mia zia sandra china su di me che mi trucca. io la lascio fare, lascio che mi infili i suoi pantaloni a righe bianchi e rossi. che mi metta una pancia finta fatta di mutande e fazzoletti. non ricordo se fossero puliti. suppongo di sì. voleva a tutti i costi che partecipassi a questa sfilata di bambini in costume. ma poi non avevo vinto io.

aveva vinto un qualche zorro raccomandato. o un qualche non-si-capisce. anche lui raccomandato. almeno, mia madre mi assicura che gli altri erano raccomandati perchè andavano in vacanza sempre lì. e noi era la prima volta. ed eravamo anche capelloni.

e mi immagino un qualche giudice dei miei scritti, della mia vita. delle cose che faccio.

e bravo, c-a-p-i-t-a-n-o    m-a-n-i-c-a-n-g-i-n-i, tu sì che ce l'hai l'infanzia movimentata, i momenti giusti al posto giusto, gli zii capelloni, queste fiere di campeggio da ricordare, certo che sei proprio fortunato e allora perchè non ci racconti anche delle cinquecento lire con cui ti compravi un ghiacciolo e poi ti facevi anche la partita ai videogiochi? ricordi di mani appiccicose e stecchi di legno masticati fino a farsi sanguinare le gengive. ma dai, conquistaci ancora con una di queste tue sparate autoreferenziali, sofferenza e ridicolo mischiati nel migliore dei modi per suscitare quelle due o tre emozioni che piacciono tanto a giovani-vecchi-e-perchè-no-anche-persone-di-mezz'età. bravo. anzi bravissimo. se riesci magari trova anche il tempo di andartene a fare in culo. grazie.

prego.

mascherotigrato dal capitano manicangini a 19:48 | link | commenti (55) |

martedì, luglio 25, 2006

sono un nerd leggo libri da nerd suono musica da nerd faccio cose da nerd e anche quando vorrei essere nerd non riesco ad essere abbastanza nerd perchè sono troppo nerd

bea ha visto il metallaro violinista spaccone con il porro in mezzo agli occhi e mi fa deve morire 'sto stronzo. e io le ho detto ma dai! non si augura la morte. e lei mi fa allora deve cadergli il porro nel piatto e lui se lo deve mangiare senza accorgersene. così va meglio. e poi muore. ah, ecco.

c'è un cane vicino al negozio di bea. si chiama pongo e sembra, in effetti, fatto di pongo. è un carlino e bea non ha paura perchè è piccolo e idiota. pensare che il mio gatto è più grosso di lui un po' mi impressiona. mi piacerebbe mettere le foto dei miei gatti ma non ho tempo.

rynot mi invidia la larghezza delle spalle e dice a mia madre che lui è un mio ammiratore. forse è solo un sogno. rynot che ammira me. lui.

ma sì dai.

ciccione a righe

negus

olly stizzita

in fondo vorremmo tutti essere dei gatti per non fare un cazzo tutto il giorno.

 

mascherotigrato dal capitano manicangini a 23:24 | link | commenti (10) |

sabato, luglio 15, 2006

ogni tanto mi sento al telefono con rinotti. penso che molti dei suoi ammiratori più sfegatati potrebbero invidiarmi. o magari no. magari loro volevano solo leggere le parole del loro guru immaginario. ma quale guru, ragazzi? rinotti è tutto fuorchè un guru. rinotti è principalmente uno che si emoziona troppo. e ci ho messo tanto a dedicargli due righe come si deve. a lui e a quei pochi incontri, panini mangiati veloce, il tè in largo vittorio, lui che chiacchiera, mi parla dei suoi figli. io mi ricordo tutto, ce li ho lì i ricordi, ho pure tenuto la bustina del tè azzurra, l'ho incollata in una pagina dell'agenda come avrebbe fatto una ragazzina con il mozzicone del suo cantante preferito. perchè c'è stato un momento in cui io leggevo i blog. li leggevo tutti, lo giuro. adesso ve lo confesso. non leggo più un cazzo. niente di niente. sto almeno quattro ore al giorno con un adolescente psicopatico che crede di essere la persona più normale del mondo e poi faccio altro. ma non leggo più i blog. e rinotti era il mio preferito, non ci sono cazzi.

ma a volte penso di essermi inventato tutto, rinotti non esisteva. eravamo io e bea che ci davamo il cambio a scrivere menate con un account fittizio, roba un po' new age. perlopiù sparate struggenti. ed ora ve lo dico. rinotti non è mai esistito. rinotti eravamo io e bea. il libro l'abbiamo scritto noi. ci siamo pure inventati il "vero" nome di rinotti. poi abbiamo mandato un nostro amico cazzone alla presentazione del libro, ci abbiamo messo due settimane a spiegargli che cazzo doveva dire, volevamo costruire un fenomeno tipo jt leroy. ma poi ci siamo rotti le palle. smettetela di farvi illusioni. internet fa schifo.

poi mi riprendo da questi pensieri e non riesco a capire quale sia la realtà, vado a controllare se c'è la busta azzura del tè, apro l'agenda, ho dei ricordi vaghi di quella giornata piena di neve, lui che esce dalla galleria di arte moderna... no, forse mi sono immaginato tutto, forse rinotti non è davvero mai esistito, arrivo alle pagine di gennaio e scorgo un lembo blu che rigonfia le pagine. apro la pagina.

mascherotigrato dal capitano manicangini a 22:07 | link | commenti (17) |

lunedì, luglio 03, 2006

applausi per gibran

si chiamava mauro, credo. noi lo chiamavamo tutti scritch per via di una certa somiglianza con uno dei protagonisti di bayside school, serie televisiva dimenticata. forse anche dimenticabile. ma a me piaceva. mi pare che scritch, e con scritch intendo il nostro scritch, non lo scritch della serie, ecco... dicevo... mi pare che scritch avesse anche uno scoiattolo di nome scritch. poi i genitori l'avevano beccato che si fumava le canne e volevano mandarlo in comunità. c'era questo scoiattolo libero per casa con la madre che urlava un po' a lui e un po' al figlio.

scritch se ne andava in giro insieme al fratello di damiano. si erano messi in testa che sotto torino c'era una città sotterranea. il che era vero ma l'entrata non poteva essere sotto le porte palatine.

si erano arrampicati dentro una delle torri, scritch e il fratello di damiano. erano entrati nella torre. poi i piccioni li avevano assaliti perchè quello era il loro regno.

mascherotigrato dal capitano manicangini a 21:08 | link | commenti (27) |

domenica, giugno 18, 2006

non fai ridere, manicangini.

l'incipit. che sarebbe l'inizio. è quella la roba che conta. te ne stai lì anche per minuti e non sai come cominciare. poi inizi e magari trovi la formula giusta.

vorrei parlare di molte cose ma ormai il blog è troppo famoso tra persone del cazzo che sicuramente verranno a ficcare il loro naso di merda nei fatti miei. per cui non dico niente. mi tengo tutto dentro fino al giorno in cui finalmente potrò urlarglielo in faccia.

perchè poi bisogna prenderla anche un po' alla leggera. come quando il monte beve più del solito e si trova ad un incrocio a beinasco. scende dalla macchina in preda al delirio alcolico, agita le braccia, insulta il cielo, fa le foto con la macchina digitale. fotografa tutto. i fratelli cravero nella macchina ferma dietro la nostra. le sue parole svegliano beinasco. grida "io vi ammazzo tutti... io ascolto l'hardcore melodico!!!". grida "Minchia ma c'avete presente i Rufio?!? quelli fanno cagare...". esce un tizio da un balcone e gli fa "devo chiamare i carabinieri?!". è un trentenne in mutande sul balcone alle 4 di notte. dice "vai a gridare da un'altra parte!". il monte gli risponde "no... scusi... stavo parlando dei Rufio che fanno schifo... io ascolto l'hardocre melodico...", gli fa una foto e ce ne andiamo dal cazzo di incrocio. poi ridiamo in tangenziale e siamo perfettamente consci del fatto di essere degli idioti. poi la foto del tipo non è neanche venuta. il monte l'aveva inquadrato male.

mascherotigrato dal capitano manicangini a 14:19 | link | commenti (20) |

giovedì, giugno 08, 2006

ebbene sì. bea ha una libreria. non ne ho parlato prima perchè lei faceva gli scongiuri e non voleva annunciare nulla pubblicamente e così via. non che qua sia un porto di mare e tutto il mondo venga a farsi i cazzi nostri, ma preferiva così. adesso son due giorni che alza la serranda e quindi direi che si può parlare tranquillamente. più che altro vorrei parlarvi del fatto che io ho cercato di dare un senso agli scaffali. ho cercato di suddividere le cose in maniera equa, di dare un posto a tutti. ma è difficile. alla fine ho proposto la seguente cosa: nuove e originali categorie. non più GIALLI-THRILLER-FANTASCIENZA-SAGGI. qualcosa di più onesto. tipo MATTONI INVENDIBILI. o PORCATE NEW AGE. oppure. SCRITTORI CHE DEVONO TUTTO A MAURIZIO COSTANZO. o anche. QUESTO DOVETE ASSOLUTAMENTE AVERLO ANCHE SE CON OGNI PROBABILITA' NON LO LEGGERETE MAI. e poi. CAZZATE FOTOGRAFICHE PER NON ANNOIARE SEMPRE CON LE VOSTRE VACANZE IN BUNGALOW. e poi I GRANDI FLOP DELL'EDITORIA. ancora. DA REGALARE A QUALCHE STRONZETTO SAPUTELLO CHE DEVE ASSOLUTAMENTE STUPIRE LE SUE MAESTRE CON UN NOZIONISMO ENCICLOPEDICO FRANCAMENTE IRRITANTE. e perchè no. GIALLI IN CUI SI SA CHI E' L'ASSASSINO SOLO GUARDANDO LA COPERTINA. e poi. QUESTO NON LO COMPREREBBE NEPPURE CHI L'HA SCRITTO.

devo dire, per non essere ingiusto, che le categorie sono state elaborate da me e jessica BEAnton e quindi se c'è un merito in questa troiata che ho appena scritto va diviso equamente a metà.

in ogni caso andatela a trovare.

mascherotigrato dal capitano manicangini a 19:54 | link | commenti (13) |

lunedì, giugno 05, 2006

nel jeet kune do vale anche sputare

mai stato bravo a giocare a calcio. mi piaceva, più che altro, andare a recuperare il pallone quando finiva sul tetto dei garage. mi arrampicavo dal cortile interno di casa di gennaro. c'era sua sorella che si affacciava dal balcone e diceva stai attento. poi c'era walter, a volte. usciva dalla finestra e mi vedeva sul tetto. mi faceva ma che cazzo ci fai lì?

mi piaceva quando qualcuno chiamava i vigili e noi nascondevamo il pallone sotto il cassonetto dei rifiuti.

mi piaceva quando arrivavano i signori rossi. erano padre e figlio. ci insultavamo sempre con i signori rossi. ci minacciavano. ci dicevano stasera se siete ancora qua vi buttiamo giù un secchio di merda. e noi rispondevamo cose tipo fate prima a buttarvi voi dal balcone. oppure gli dicevamo ciccioni. perchè erano ciccioni. una volta rossi-padre ha anche picchiato il mio amico ale. poi la sera è arrivato il fratello di ale. è successo un casino. qualcuno direbbe il bello di vivere in un quartiere di merda. qualcun altro no.

poi rossi figlio è morto. non si sa bene perchè. di colpo. sembra che si drogasse. cose pesanti. in realtà quando l'ho saputo un po' mi è dispiaciuto. pensare di non rivederlo più. con le sue maglie con gli scimpanzè sopra. quando ci insultava dal balcone. quando faceva la fila dal medico della mutua.

c'era anche quel tizio con la gamba di legno che ci aveva tirato l'acqua. noi per vendetta gli avevamo incastrato il citofono con uno stecchino. il suono infinito si sentiva anche da sotto finchè era sceso giù rosso in faccia, ubriaco, con la camicia aperta sulla canottiera a costine, i bermuda che lasciavano scoperta la protesi.

e questo è tutto. o quasi. perchè poi c'era anche il pazzo che stava al balcone. parlava per ore. gridava. noi ridevamo ma lui non se la prendeva mai.

c'era la prostituta vecchiotta che nei ritagli di tempo vendeva bigiotteria pacchiana. un giorno l'hanno trovata legata in casa. le avevano rubato un sacco di cose. forse persino quell'orologio a forma di cintura da cowboy con tanto di pallottole che un giorno ci aveva mostrato.

anche nonna mao è morta. una vera vecchia comunista. tutti a vantarsi di conoscerla, i compagni. tutti pronti a giurare di averla vista senza occhiali da sole. nonna mao. peccato che quando è morta non se la ricordava nessuno. il suo cane che abbaiava disperato nell'alloggio finchè qualcuno aveva chiamato i pompieri per sfondare la porta. poi una mano avrà anche scritto sul muro nonna mao vive. troppo facile così.

ma ora sembra tutto un po' diverso. se passo per portapalazzo sembra un po' come quando il mercato è finito in piazza della repubblica e rimane la frutta brutta per terra, qualche vecchio la raccoglie. le macchine per lavare la strada passano e alzano ancora di più il cattivo odore. tu passi e vai oltre e pensi che domani ci sarà di nuovo il mercato. che il bar roma riaprirà e così via. solo che adesso non ne sei poi tanto sicuro. vedi quella serranda chiudersi e ti chiedi se poi si rialzerà.

la mia adolescenza la dovete immaginare così. come una canzone pop punk che però poi finisce.

mascherotigrato dal capitano manicangini a 21:40 | link | commenti (1) |

sabato, giugno 03, 2006

il fatto è che davvero non so cosa scrivere. mi sembra di essere l'alunno che scrive il tema d'italiano e conclude adesso chiudo perchè non so più cosa scrivere. solo che io manco ho iniziato a scrivere. non ho niente da raccontare. stamattina sono sceso in una cantina con un tizio che mi spiegava delle cose. c'era questo passero morto che stava ammuffendo. non riuscivo a staccare gli occhi dal passero morto nella cantina. il tizio mi fa sarà entrato e poi non è più riuscito a uscire. "su questo mi pare che non ci siano dubbi", avrei voluto rispondergli.

poi ho dormito. sognavo cose legate al codice da vinci. a volte mi piacerebbe essere un membro di una setta segreta e custodire una qualche verità. a volte mi dico ma chi cazzo me lo fa fare? e sono felice di essere un povero cazzone. 

poi volevo anche salutare rynot. il suo blog.

mascherotigrato dal capitano manicangini a 00:03 | link | commenti (8) |